Il Teatro Carignano è uno degli esempi più belli di teatro all’italiana: un bene di altissimo valore civico e architettonico, parte della memoria collettiva di Torino e cuore della vita del Teatro Stabile. Tra il 2004 e il 2009 Base Engineering ha accompagnato il restauro di questa macchina scenica storica, intrecciando rispetto del manufatto e necessità di un teatro che doveva continuare a lavorare, a ospitare pubblico, a essere contemporaneo. L’intervento ha riguardato l’architettura, il progetto definitivo ed esecutivo e la direzione operativa: un lavoro che non si è limitato alla superficie decorativa, ma ha toccato la sostanza tecnica dell’edificio. Restaurare un teatro significa misurarsi con vincoli di tutela severi, con un organismo stratificato nel tempo e con l’esigenza di restituire alla città un luogo vivo, non un museo di se stesso. Il Carignano è oggi, per Base Engineering, uno dei progetti emblematici del proprio presidio Heritage: la prova che la cura del patrimonio e il rigore tecnico possono coincidere.
Prospetto
Il progetto
Overview
Il recupero del Teatro Carignano di Torino è uno dei più significativi esempi di riqualificazione del patrimonio storico e culturale italiano. Nato nel 1752 come “teatrino di famiglia” dei Principi di Carignano, nel cuore del centro storico e in asse con Palazzo Carignano, il teatro è diventato nei secoli uno dei principali luoghi della cultura cittadina.
L’intervento, promosso dalla Fondazione Teatro Stabile di Torino, ha riguardato il restauro architettonico e l’adeguamento impiantistico dell’intero organismo, con un duplice obiettivo: recuperare filologicamente le caratteristiche architettoniche originarie dell’edificio e integrare nuove tecnologie sceniche, impiantistiche e funzionali, all’altezza della produzione teatrale contemporanea. Il progetto ha inoltre ampliato i servizi dedicati al pubblico, migliorato il comfort degli ambienti e incrementato le prestazioni acustiche della sala.
La Sfida
La complessità stava nell’inserire sistemi tecnologici di ultima generazione in un edificio storico sottoposto a tutela monumentale, senza alterarne l’equilibrio architettonico e le stratificazioni maturate nei secoli. L’assenza di spazi per ampliamenti esterni — il teatro è immerso in un tessuto urbano compatto e completamente edificato — ha imposto una profonda razionalizzazione degli spazi interni e l’ottimizzazione di ogni volume esistente. In parallelo, il restauro conservativo doveva restituire una lettura coerente delle diverse fasi storiche dell’edificio, dal progetto settecentesco agli interventi ottocenteschi. Il tutto attraverso un cantiere particolarmente articolato che, in circa due anni, ha trasformato un teatro storico in una moderna infrastruttura culturale.
Pre-Development & Governance
La fase preliminare è stata costruita su un approfondito percorso di ricerca storica e analisi interdisciplinare, indispensabile per definire criteri progettuali coerenti con il valore monumentale dell’edificio. Lo studio dell’evoluzione architettonica del Carignano è stato sviluppato con il Politecnico di Torino — con il contributo della Prof.ssa Vera Comoli Mandracci e dell’Arch. Paolo Cornaglia — mentre le prime ipotesi di restauro sono maturate in studi specialistici coordinati dal Prof. Arch. Marino Folin. La Fondazione Teatro Stabile ha poi affidato progettazione definitiva, esecutiva e Direzione Lavori a un’Associazione Temporanea di Professionisti guidata dal Prof. Arch. Paolo Marconi, della quale abbiamo fatto parte come partner tecnico, in costante dialogo con la Soprintendenza.
Sistemi & Coordinamento Tecnico
Lo sviluppo progettuale si è concentrato sulla completa rifunzionalizzazione degli spazi esistenti, integrando nuovi sistemi scenotecnici e impiantistici senza alterare l’identità storica dell’edificio. L’intervento più significativo ha riguardato la torre scenica, riprogettata per ospitare una macchina teatrale di nuova generazione: graticce ampliate, sistemi di movimentazione meccanizzata, un palcoscenico quasi interamente botolabile. In parallelo è stato sviluppato un sistema impiantistico ad alta efficienza energetica, basato su climatizzazione radiante e pompe di calore alimentate da acqua di falda. Il restauro delle superfici decorate — pulitura stratigrafica e recupero conservativo delle dorature e degli apparati ottocenteschi — è avvenuto sotto la costante supervisione della Soprintendenza, dentro un processo capace di coordinare architettura, restauro, impianti e scenotecnica come un unico sistema.
Gestione Processo
La complessità del cantiere ha richiesto una gestione per lotti funzionali indipendenti, organizzati per far avanzare in parallelo le diverse lavorazioni e ridurre i tempi complessivi. La presenza del sipario tagliafuoco ha permesso di separare fisicamente le lavorazioni della sala da quelle della torre scenica. Il programma è proceduto per fasi successive: il recupero della facciata storica e del portale monumentale, poi la sala, la torre scenica e i nuovi collegamenti verticali nei cortili interni. Abbiamo contribuito alla progettazione definitiva ed esecutiva e al coordinamento tecnico delle diverse discipline, mantenendo il dialogo continuo tra progettisti, restauratori, ingegneri, impiantisti e committenza.
Valore Generato
L’intervento ha restituito alla Fondazione Teatro Stabile di Torino una struttura completamente rinnovata, capace di coniugare il valore storico dell’edificio con le esigenze della produzione contemporanea: oltre 6.000 m² recuperati e una macchina scenica moderna, competitiva a livello internazionale. Per la città, la riapertura del portico alfieriano ha restituito alla collettività uno spazio urbano di connessione tra la piazza e il teatro. Per il pubblico e gli operatori dello spettacolo, ambienti più sicuri, confortevoli e tecnologicamente avanzati, dove qualità acustica, decorazioni restaurate e nuove dotazioni sceniche convivono in equilibrio. Per noi, un’esperienza fondativa nella rifunzionalizzazione di edifici monumentali complessi: coordinamento multidisciplinare, restauro architettonico e integrazione di tecnologie contemporanee in un contesto di eccezionale valore culturale.