Heritage & Urban Regeneration

Palazzo Bricherasio

Luogo

Torino, Italia

Anno

1993–1996

Committenza

Fondazione Palazzo Bricherasio

Tipologia

Restauro · Ristrutturazione

Stato

Completato

Palazzo Cacherano di Bricherasio è un antico edificio seicentesco del centro storico di Torino: per secoli dimora dei conti di Bricherasio, poi attraversato — nel corso del Novecento — da trasformazioni, frazionamenti e passaggi di proprietà che ne avevano eroso l’unità e il significato. Dopo circa un decennio di abbandono, nel 1994 l’edificio viene riacquisito nella sua interezza e destinato a una nuova vita pubblica. L’intervento di restauro e ristrutturazione, condotto fra il 1993 e il 1996, riporta il palazzo alla sua vocazione civile e culturale: non un congelamento museale del manufatto, ma un recupero che ne riattiva gli spazi per ospitare la vita della Fondazione che ne avrebbe preso il nome. È un progetto di Heritage nel senso più pieno — leggere la stratificazione di un edificio storico, riconoscerne il vincolo e la materia, e restituirgli un uso contemporaneo senza tradirne la memoria. Uno dei capitoli più antichi del percorso che avrebbe poi preso forma in Base Engineering.
Palazzo Bricherasio - Base Engineering

Il progetto

Overview

Il progetto riguarda la riqualificazione di un palazzo storico nel centro di Torino, destinato a mostre e convegni attraverso un complesso processo di rigenerazione. Palazzo nobiliare destinato sin dalle origini a residenza — e trasformato poi da Don Orione in casa di prima accoglienza per gli operai che negli anni Sessanta arrivavano a Torino per lavorare alla FIAT — l’edificio è stato recuperato funzionalmente nella maggior parte dei suoi spazi per ospitare le aree espositive della Fondazione e accogliere il pubblico. Per collegare i piani, lo scalone principale è stato integrato con una nuova scala elicoidale con ascensore centrale. Gli spazi si organizzano su più livelli: al piano terra l’accoglienza, l’info point e le aree espositive all’aperto; gli spazi pubblici al primo e secondo piano; la Fondazione ai piani superiori e nell’interrato; al piano sottotetto la residenza del proprietario. Le sale storiche conservano integralmente gli apparati decorativi barocchi e ottocenteschi.

La Sfida

La difficoltà principale è stata convincere la nuova proprietà a destinare l’edificio — che inizialmente doveva diventare un centro uffici — a luogo di mostre e intrattenimento culturale: una scelta che ha cambiato il destino del palazzo e il suo rapporto con la città, aprendolo al pubblico invece di riservarlo a una funzione privata.

Pre-Development & Governance

La fase preliminare ha definito il programma di recupero funzionale: trasformare la maggior parte del palazzo in aree espositive per la Fondazione e per l’accoglienza del pubblico, integrare i collegamenti verticali con la nuova scala elicoidale e organizzare gli spazi su più livelli. Un’impostazione che ha permesso di tenere insieme la nuova vocazione pubblica dell’edificio e le esigenze della proprietà.

Sistemi & Coordinamento Tecnico

Dal punto di vista tecnico abbiamo organizzato una squadra di professionisti qualificati nel settore del restauro. I temi più delicati sono stati le strutture e, soprattutto, gli impianti di riscaldamento e raffrescamento: tutte le derivazioni tecnologiche sono state concentrate su staffe indipendenti dalle strutture storiche, oppure mimetizzate in vani sottopavimento che consentono maggiore elasticità nella progettazione degli allestimenti — così da non intaccare gli apparati decorativi.

Gestione Processo

Abbiamo diretto la squadra altamente qualificata di professionisti, dialogando con tutte le figure coinvolte — a partire dai restauratori — per tenere insieme restauro, strutture e impianti in un unico processo coerente.

Valore Generato

Come tutti i palazzi storici, l’edificio aveva bisogno di trovare una nuova identità, diversa da quella residenziale originaria: aprirsi alla città, permettere ai cittadini di usufruirne e ritrovare l’antico splendore. Il recupero ha restituito a Torino un luogo pubblico per la cultura — e a noi la conferma che il valore di un bene storico si misura nella vita che riesce a ospitare.