Heritage & Urban Regeneration

Casa Bossi

Luogo

Novara, Italia (centro storico, presso la Basilica e la cupola di San Gaudenzio)

Anno

2018 — in corso (fase esecutiva)

Committenza

PPP — Comune di Novara + REAM SGR S.p.A. (Fondo immobiliare Valorizzazione e Innovazione Piemonte)

Tipologia

Restauro · Ristrutturazione (recupero)

Stato

In corso · Progettazione esecutiva

Casa Bossi è il restauro e recupero di un edificio storico di Alessandro Antonelli, nel pieno centro di Novara, a pochi passi dalla Basilica e dalla cupola di San Gaudenzio. Vincolato alla Soprintendenza e in stato di abbandono da moltissimi anni, l’edificio torna in vita attraverso una rifunzionalizzazione che ne rispetta la straordinaria struttura voltata: al piano terra spazi pubblici per mostre temporanee e ristorazione che promuovono le eccellenze del territorio, al piano primo uffici e residenze, ai piani superiori residenze. L’intervento nasce dal partenariato pubblico-privato tra Comune di Novara e REAM SGR (Fondo Valorizzazione e Innovazione Piemonte), lo stesso che include la rigenerazione dell’Ex Macello.
Prospetto
Casa Bossi - base Engineering
Casa Bossi - base Engineering

Il progetto

Overview

Il progetto riguarda il restauro e recupero di Casa Bossi, edificio storico opera di Alessandro Antonelli nel pieno centro di Novara, a pochi passi dalla Basilica e dalla cupola di San Gaudenzio, vincolato alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio. L’obiettivo è riportare in vita un edificio fatiscente, in stato di abbandono da moltissimi anni, attraverso una rifunzionalizzazione degli spazi: al piano terra spazi comuni di pubblico utilizzo — mostre temporanee e locali di ristorazione che promuovano le eccellenze della città e del Piemonte —, al piano primo uffici (con possibilità di visite pubbliche periodiche) e residenze, ai piani secondo e terzo residenze. L’intervento è frutto del partenariato pubblico-privato tra il Comune di Novara e REAM SGR S.p.A., tramite il Fondo immobiliare Valorizzazione e Innovazione Piemonte, che include anche l’intervento di rigenerazione urbana dell’Ex Macello di Novara.

La Sfida

La sfida principale è stata occuparci di un edificio storico opera di un maestro come l’Antonelli, che ha utilizzato una struttura per fulcri con volte sottilissime e tiratissime: un recupero di grande interesse sotto il profilo sia architettonico sia strutturale. Altrettanto delicato è stato adattare un sistema di impianti efficienti e di nuova generazione a un edificio dell’Ottocento — il tutto nel rispetto delle ferree disposizioni della Soprintendenza.

Pre-Development & Governance

Siamo entrati in fase di progettazione preliminare in corsa, affiancando lo studio ASSET srl di Roma, che aveva già avviato la ricerca storica dell’edificio e la valutazione dei carichi ammissibili sulle solette. Terminata la ricerca storica, ci siamo occupati di trovare un “contenuto”: attività capaci di sostenere l’operazione senza snaturare il contenitore. I numerosi incontri con il Comune e con la Soprintendenza hanno portato il progetto fino alla fase esecutiva, attualmente in corso, in vista di una gara privata d’appalto. L’edificio è stato ammesso ai Finanziamenti Pubblici per i Beni Artistici e Culturali; grande importanza ha avuto la fase preliminare di schedatura, con un dossier fotografico di ciascuno dei circa 200 ambienti dell’edificio.

Sistemi & Coordinamento Tecnico

Pur trattandosi di un edificio di dimensioni contenute, la sua importanza storica ha richiesto un grande lavoro di collaborazione e coordinamento tra noi e ASSET, anche nella scelta di professionisti per strutture e impianti con esperienza specifica in ambienti storici e vincolati. Abbiamo condotto una ricerca sull’edificio e sulle tecnologie utilizzate dall’Antonelli, per definire una tipologia di intervento non invasiva: gli spazi sono stati mantenuti integri, senza tagliare le volte, lasciando intatte le peculiarità dell’edificio. I saggi stratigrafici eseguiti dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale in ogni stanza hanno prodotto una mappatura completa dell’edificio. Nonostante il vincolo storico preveda deroghe sotto il profilo acustico e termico, abbiamo scelto di non ignorare questi aspetti, che contribuiscono al benessere nella fruizione, soprattutto nella parte residenziale. Lato strutture: ripristini e consolidamenti operati dal di sopra delle calotte delle volte. Lato impianti: l’uso delle numerose canne fumarie esistenti nelle murature, per nascondere quanto più possibile i passaggi delle tubazioni.

Gestione Processo

Il processo, tuttora in corso, coinvolge numerose professionalità — tra cui l’ing. Dario Luetto per le strutture e gli impianti e l’arch. Daniela Russo del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, in particolare per i saggi stratigrafici delle superfici. Il coordinamento avviene con riunioni settimanali e numerosi sopralluoghi, coinvolgendo anche il Comune e la Soprintendenza di Novara nella ricerca condivisa delle soluzioni di restauro. Gli elaborati definitivi di ciascuna disciplina vengono coordinati e controllati prima di ogni consegna ufficiale.

Valore Generato

Per il committente: il coronamento di una sfida iniziata nel 2017, che oggi vede una possibilità concreta di realizzarsi. Per il territorio: il recupero di un bene storico fatiscente, un’icona cittadina chiusa al pubblico per motivi di sicurezza, restituita alla comunità e ai turisti come tassello fondamentale del patrimonio antonelliano, integrato in un circuito di eccellenza del territorio novarese. Per gli utenti: spazi in una dimora storica affascinante, insolita e finalmente fruibile, che darà pregio alle attività che vi si insedieranno. Per noi: un’esperienza che ci ha messo alla prova nel recupero di un edificio storico — restauro, strutture, impianti, senza dimenticare la narrazione storica e le peculiarità dell’edificio. Un progetto che insegna tanto.